Quest’anno al momento dell’iscrizione alla scuola secondaria di primo grado, le famiglie hanno potuto scegliere tra i seguenti modelli orari: 30 ore settimanali o 36 ore settimanali prolungabili eccezionalmente fino a 40 ore (previa autorizzazione dell’U.S.R.).
La riforma riguarda solo le classi prime o riguarda anche le future seconde e terze?
Come si evince da una delle f.a.q. (la n. 4) del sito del Ministero dell’Istruzione, la “riforma” dall’anno prossimo entrerà a regime non solo per prime classi ma anche per seconde e terze classi, andando così a rompere unilateralmente il patto educativo instaurato con le famiglie all’inizio del triennio delle medie.
Cosa accadrà il prossimo anno?
Saranno eliminate le compresenze;
Il numero dei posti di sostegno non potrà essere superiore a 94.000 così come previsto dalla Finanziaria 2008;
L’art. 64 della legge n. 133 del 6 agosto 2008 prevede il taglio di 132.000 posti tra docenti e personale ATA. Inoltre sarà innalzato di un’unità il rapporto alunni/docenti: da 8,9 si passerà a 9,9 studenti per docente. Ci saranno 1.500 classi in meno, cioè circa 32.000 alunni da ricollocare.
Riduzione di 2 ore di insegnamento di Lettere con probabile perdita di un insegnante ogni due corsi;
Inserimento di una nuova disciplina (Cittadinanza e Costituzione) da effettuarsi però all’interno delle 4 ore di Storia e Geografia;
Tutte le cattedre saranno ricondotte a 18 ore con conseguente scomparsa delle ore a disposizione.
Chi farà l’ora di alternativa allo studio della religione cattolica?
Chi si occuperà delle ore di alfabetizzazione dei ragazzi non italofoni?
Chi sostituirà un docente impegnato nelle uscite d’istruzione?
Chi coprirà le assenze momentanee? (anche i docenti possono ammalarsi!)
Inglese, 2ª lingua comunitaria e Informatica
Il potenziamento di 5 ore di inglese, a richiesta delle famiglie, comporta la rinuncia all’apprendimento della 2ª lingua straniera comunitaria. Lo studio di una 2ª lingua straniera è ormai una realtà nei maggiori paesi europei in ossequio ad una cultura plurima e multilingue. Ma la richiesta del potenziamento dell’inglese non sarà soddisfatta automaticamente, in quanto tale scelta è subordinata a due fattori:
disponibilità di organico e assenza di esubero dei docenti della 2ª L.S.
Anche l’Informatica, introdotta con la riforma Moratti, dall’anno prossimo scomparirà con la conseguente riduzione dell’organico dei docenti di matematica e tecnologia.
Dei soldi risparmiati, solo il 30% sarà reinvestito nella scuola dal 2010
Filippo Perini
I nostri link
http://www.camera.it/parlam/leggi/08133l.htm
http://www.edscuola.it/archivio/norme/varie/schema_art64l133.pdf
http://www.flcgil.it/pagine_web/i_provvedimenti_della_maggioranza_di_governo_contro_la_scuola_pubblica
http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/decreto_gelmini/gelmini.pdf
http://www.pubblica.istruzione.it/comecambialascuola/faq.shtml#secondaria18
venerdì 20 marzo 2009
Aggiornamento graduatorie ad esaurimento
Entro il 13 marzo dovrebbe essere pubblicato il decreto ministeriale per la riapertura delle graduatorie ad esaurimento.
Il 3 marzo 2009, nell'incontro tenuto al Miur, è stata presentata alle OO.SS. la bozza del decreto in cui viene applicato quanto stabilito dall'art. 5/bis della legge n. 169/2008, che prevede l'inserimento "a pettine" nelle graduatorie predette dei docenti che:
– hanno frequentato i corsi del IX ciclo Ssis o Cobaslid attivati nell'anno accademico 2007/2008;
– hanno frequentato il primo corso biennale di secondo livello, attivato dai conservatori di musica (classi 31, 32 e 77/A);
– si sono iscritti, nell'anno accademico 2007/2008, al corso di laurea in Scienze della formazione primaria e i corsi quadriennali di Didattica della musica.
Per i predetti aspiranti vengono specificati le modalità e i termini di scioglimento della riserva.
I docenti già inseriti nelle graduatorie ad esaurimento che intendono cambiare provincia, oltre all'aggiornamento del punteggio potranno scegliere di essere inseriti in coda in altre due province, mantenendo l'iscrizione, a pieno titolo, nella provincia di appartenenza.
Il 3 marzo 2009, nell'incontro tenuto al Miur, è stata presentata alle OO.SS. la bozza del decreto in cui viene applicato quanto stabilito dall'art. 5/bis della legge n. 169/2008, che prevede l'inserimento "a pettine" nelle graduatorie predette dei docenti che:
– hanno frequentato i corsi del IX ciclo Ssis o Cobaslid attivati nell'anno accademico 2007/2008;
– hanno frequentato il primo corso biennale di secondo livello, attivato dai conservatori di musica (classi 31, 32 e 77/A);
– si sono iscritti, nell'anno accademico 2007/2008, al corso di laurea in Scienze della formazione primaria e i corsi quadriennali di Didattica della musica.
Per i predetti aspiranti vengono specificati le modalità e i termini di scioglimento della riserva.
I docenti già inseriti nelle graduatorie ad esaurimento che intendono cambiare provincia, oltre all'aggiornamento del punteggio potranno scegliere di essere inseriti in coda in altre due province, mantenendo l'iscrizione, a pieno titolo, nella provincia di appartenenza.
TAR e dintorni
Come molti di voi già sapranno, i comitati della Toscana in difesa della scuola pubblica, attraverso il coordinamento regionale, stanno predisponendo un ricorso al T.A.R. contro la circolare ministeriale sulle iscrizioni (n.ro 4/09).
Un gruppo di avvocati si è messo a disposizione per raccogliere e autenticare le firme.
Possono firmare: genitori degli alunni delle scuole di ogni ordine e grado, studenti delle superiori maggiorenni, personale della scuola docente e non docente.
Occorre presentarsi con documento d’identità e codice fiscale; verrà chiesto un piccolo contributo volontario (min. 1 €) per coprire le spese dl ricorso.
E’ un’azione che richiede non più di 5 minuti, ma che serve a far sentire la nostra voce!
Un gruppo di avvocati si è messo a disposizione per raccogliere e autenticare le firme.
Possono firmare: genitori degli alunni delle scuole di ogni ordine e grado, studenti delle superiori maggiorenni, personale della scuola docente e non docente.
Occorre presentarsi con documento d’identità e codice fiscale; verrà chiesto un piccolo contributo volontario (min. 1 €) per coprire le spese dl ricorso.
E’ un’azione che richiede non più di 5 minuti, ma che serve a far sentire la nostra voce!
Fondazioni private e nuove modalità di reclutamento nel progetto di legge dell’on. Aprea
Ama ripetere che è il coronamento di una vita…la sua! Lei è Valentina Aprea, militante di Forza Italia della prima ora, già sottosegretario della Moratti, attualmente Presidente della VII Commissione della Camera, la Commissione Cultura. Da mesi ha presentato un disegno di legge – conosciuto appunto come Disegno di Legge Aprea – che reca il titolo “Norme per l’autogoverno delle istituzioni scolastiche e la libertà di scelta educativa delle famiglie, nonché per la riforma dello stato giuridico dei docenti”. E’ questo il vero progetto di (contro)riforma organica del governo Berlusconi, al cui cospetto i tagli o il maestro unico sono solo dei piccoli “aggiustamenti”! L’idea che l’on. Aprea ha del sistema d’istruzione e formazione è ben altro.
Le scuole diventano fondazioni di diritto privato, con la possibilità di cercare sponsor e finanziamenti esterni; a dirigerle c’è un Consiglio d’amministrazione, presieduto dal Dirigente e costituito, oltre che dai docenti e dai genitori, anche dai generosi finanziatori, mentre non è considerata importante la partecipazione degli ATA, che infatti non vi sono rappresentati. Tra i compiti di tale organo c’è anche l’approvazione del POF!
Capitolo docenti: avete presente tutta una serie di prerogative della scuola dell’autonomia, come ad esempio la formazione in servizio, l’inquadramento e la retribuzione accessoria, le progressioni di carriera…ebbene: nella scuola sognata dal centro-destra non devono più essere regolate dal contratto, bensì dalla legge, con buona pace della libertà d’insegnamento e della particolare fisionomia professionale dei docenti. Ovviamente in questo quadro non c’è posto per le RSU. Chi dovrebbe allora occuparsi di formazione delle classi, ripartizione del fondo d’Istituto, criteri di assegnazione del personale, diritti dei docenti ecc ecc.? Solo il Dirigente…
Ancora sui docenti. Finalmente siamo ad un passo dalla soluzione di tutti i mali: la possibilità per il Dirigente di assumere e licenziare a suo piacimento!
Questo sembra il significato intrinseco del progetto dell’on. Aprea: dopo il superamento dell’esame di Stato il docente appena abilitato si deve iscrivere in un albo regionale e anche se la proposta di legge non lo dice apertamente…a cosa può servire tutto ciò se non a permettere ai Dirigenti di assumere per “chiamata diretta”? In alternativa possono essere banditi dei…concorsi d’istituto! (testuali parole!)
Ma non si pensi che così si venga assunti subito: il primo anno di lavoro, infatti, non è né l’anno di prova (in cui di fatto si è già di ruolo), né un anno di tirocinio; è un anno di “inserimento formativo”, che, ovviamente, è come un contratto a tempo determinato.
Tante altre sono le questioni aperte da questo disegno di legge (ad esempio il finanziamento alle scuole non statali, oppure l’istituzione di tre fasce di docenti con tre differenti retribuzioni) e di certo ne riparleremo più diffusamente nei prossimi numeri, quando vi aggiorneremo sul suo iter parlamentare. Ma prima un’ultima domanda: e i 250.000 precari che a tutt’oggi non sanno quale sarà il loro futuro? Dice qualcosa a questo proposito l’on. Aprea? Risposta non pervenuta…
Emanuele Rossi
Le scuole diventano fondazioni di diritto privato, con la possibilità di cercare sponsor e finanziamenti esterni; a dirigerle c’è un Consiglio d’amministrazione, presieduto dal Dirigente e costituito, oltre che dai docenti e dai genitori, anche dai generosi finanziatori, mentre non è considerata importante la partecipazione degli ATA, che infatti non vi sono rappresentati. Tra i compiti di tale organo c’è anche l’approvazione del POF!
Capitolo docenti: avete presente tutta una serie di prerogative della scuola dell’autonomia, come ad esempio la formazione in servizio, l’inquadramento e la retribuzione accessoria, le progressioni di carriera…ebbene: nella scuola sognata dal centro-destra non devono più essere regolate dal contratto, bensì dalla legge, con buona pace della libertà d’insegnamento e della particolare fisionomia professionale dei docenti. Ovviamente in questo quadro non c’è posto per le RSU. Chi dovrebbe allora occuparsi di formazione delle classi, ripartizione del fondo d’Istituto, criteri di assegnazione del personale, diritti dei docenti ecc ecc.? Solo il Dirigente…
Ancora sui docenti. Finalmente siamo ad un passo dalla soluzione di tutti i mali: la possibilità per il Dirigente di assumere e licenziare a suo piacimento!
Questo sembra il significato intrinseco del progetto dell’on. Aprea: dopo il superamento dell’esame di Stato il docente appena abilitato si deve iscrivere in un albo regionale e anche se la proposta di legge non lo dice apertamente…a cosa può servire tutto ciò se non a permettere ai Dirigenti di assumere per “chiamata diretta”? In alternativa possono essere banditi dei…concorsi d’istituto! (testuali parole!)
Ma non si pensi che così si venga assunti subito: il primo anno di lavoro, infatti, non è né l’anno di prova (in cui di fatto si è già di ruolo), né un anno di tirocinio; è un anno di “inserimento formativo”, che, ovviamente, è come un contratto a tempo determinato.
Tante altre sono le questioni aperte da questo disegno di legge (ad esempio il finanziamento alle scuole non statali, oppure l’istituzione di tre fasce di docenti con tre differenti retribuzioni) e di certo ne riparleremo più diffusamente nei prossimi numeri, quando vi aggiorneremo sul suo iter parlamentare. Ma prima un’ultima domanda: e i 250.000 precari che a tutt’oggi non sanno quale sarà il loro futuro? Dice qualcosa a questo proposito l’on. Aprea? Risposta non pervenuta…
Emanuele Rossi
Convocazioni per le supplenze annuali 2009/2010. Slittano le nomine
Nel Supplemento ordinario n. 28 della Gazzetta Ufficiale del 28/02 è stato pubblicato il testo della legge di conversione n.14 del DL n.207/2008 (detto anche “mille proroghe”).
L’art. 36 della legge proroga al 31 agosto 2009, limitatamente all’anno scolastico 2009/2010, i termini per le operazioni legate al personale di ruolo (assunzioni a tempo indeterminato, provvedimenti di utilizzazione, assegnazioni provvisorie). Lo slittamento è naturalmente conseguente alla partenza ritardata di tutta la macchina degli organici, derivante in primis dalla proroga delle iscrizioni scolastiche a fine febbraio.
Sempre al 31 agosto sono spostati i termini per le nomine dei supplenti annuali effettuate dagli Uffici Scolastici Provinciali.
Di fatto, nel prorogare a fine agosto tutte le operazioni legate al personale di ruolo - propedeutiche all’individuazione delle cattedre vacanti in organico di diritto e di fatto – saranno posticipate al mese di settembre inoltrato tutte le operazioni relative agli incarichi di supplenza ad esse legate. Il risultato finale sarà che molti supplenti annuali (circa 140.000), rischieranno di arrivare in classe ad anno scolastico iniziato, ben oltre quindi la programmazione didattica annuale e le assegnazioni di incarichi e progetti effettuate nelle riunioni collegiali di settembre.
Il sospetto è che il vero obiettivo dell’introduzione della norma sia in verità un ulteriore ‘taglio’. Il provvedimento permetterà infatti di far risparmiare circa 300 milioni di euro di stipendi. Ancora una volta a scapito dei docenti precari, ma anche a danno del regolare e corretto avvio dell’anno scolastico.
L’art. 36 della legge proroga al 31 agosto 2009, limitatamente all’anno scolastico 2009/2010, i termini per le operazioni legate al personale di ruolo (assunzioni a tempo indeterminato, provvedimenti di utilizzazione, assegnazioni provvisorie). Lo slittamento è naturalmente conseguente alla partenza ritardata di tutta la macchina degli organici, derivante in primis dalla proroga delle iscrizioni scolastiche a fine febbraio.
Sempre al 31 agosto sono spostati i termini per le nomine dei supplenti annuali effettuate dagli Uffici Scolastici Provinciali.
Di fatto, nel prorogare a fine agosto tutte le operazioni legate al personale di ruolo - propedeutiche all’individuazione delle cattedre vacanti in organico di diritto e di fatto – saranno posticipate al mese di settembre inoltrato tutte le operazioni relative agli incarichi di supplenza ad esse legate. Il risultato finale sarà che molti supplenti annuali (circa 140.000), rischieranno di arrivare in classe ad anno scolastico iniziato, ben oltre quindi la programmazione didattica annuale e le assegnazioni di incarichi e progetti effettuate nelle riunioni collegiali di settembre.
Il sospetto è che il vero obiettivo dell’introduzione della norma sia in verità un ulteriore ‘taglio’. Il provvedimento permetterà infatti di far risparmiare circa 300 milioni di euro di stipendi. Ancora una volta a scapito dei docenti precari, ma anche a danno del regolare e corretto avvio dell’anno scolastico.
Scuola primaria…. tragedia imminente!
I tagli previsti sulla scuola primaria incidono pesantemente sia sui lavoratori che sulla qualità della formazione delle bambine e dei bambini del nostro Paese.
Secondo i dati dell’OCSE la scuola primaria italiana è per qualità la seconda in Europa e la sesta nel mondo. Non sarà più così. I tagli l’abbatteranno sotto pesanti colpi di machete. Cosa accadrà con il nuovo anno scolastico? descrivere una tragedia imminente non è facile, vediamo di essere sintetici e schematici.
Indipendentemente dal tempo scuola scelto verranno eliminate le compresenze: anche se con strategie diverse, nel modulo con l’introduzione del maestro prevalente, nel tempo pieno (ove si spera di scongiurare questa possibilità), vengono tolte ai ragazzi 4 ore settimanali. Niente più uscite didattiche (la norma prevede che per uscire il rapporto numerico sia di un docente ogni 15 alunni), niente più gruppi di lavoro per il recupero, per l’alfabetizzazione degli alunni non italofoni, niente più laboratori…la scuola primaria che aveva la caratteristica di poter camminare a più velocità per sostenere anche il passo di camminava più lento, viaggerà ad una sola velocità: chi ce la fa bene, chi non ce la fa…..
Con l’introduzione dell’insegnante prevalente c’è il rischio reale, soprattutto nelle scuole organizzate a modulo, di una perdita della continuità didattica, ma non solo. Insegnanti che per anni si sono formati, specializzati, che hanno imparato con i ragazzi stessi ad insegnare una certa disciplina dovranno farsi carico di tutte le discipline più importanti. Con quale cura, pur mettendocela tutta, riusciranno a lavorare su ognuna di esse? Come potranno mettere in atto strategie didattiche diversificate in ognuna?
E’ previsto un aumento di alunni per classe, fino a 25 – 26, nei prossimi anni anche di più (l’aumento è dello 0,4 % nei prossimi tre anni), tutti sempre e solo nell’aula di scuola, (ma non esisteva forse “una scuola grande come il mondo”?), con una didattica poco differenziabile, con un insegnante prevalente e senza compresenze!! Com’è bello e fruttuoso imparare così: un solo maestro – 26/28 alunni!! E chi è più lento, semplicemente più riservato, più chiuso…..che fa? Qualcuno sentirà la sua voce?
Come in tutti gli ordini di scuola la legge finanziaria agisce sull’inserimento degli alunni diversamente abili indirettamente, ma con violenza, complicando di molto la possibilità di offrire il sostegno scolastico ad alunni che non hanno un riconoscimento d’invalidità.
La scuola primaria e la scuola pubblica tutta custodiscono il tesoro più prezioso per il nostro paese: i nostri bambini e ragazzi, i futuri cittadini sovrani secondo la nostra Costituzione. La scuola è il luogo dove si coltiva la democrazia e tutti meritiamo una scuola di qualità!
Chiara Meriggi
Secondo i dati dell’OCSE la scuola primaria italiana è per qualità la seconda in Europa e la sesta nel mondo. Non sarà più così. I tagli l’abbatteranno sotto pesanti colpi di machete. Cosa accadrà con il nuovo anno scolastico? descrivere una tragedia imminente non è facile, vediamo di essere sintetici e schematici.
Indipendentemente dal tempo scuola scelto verranno eliminate le compresenze: anche se con strategie diverse, nel modulo con l’introduzione del maestro prevalente, nel tempo pieno (ove si spera di scongiurare questa possibilità), vengono tolte ai ragazzi 4 ore settimanali. Niente più uscite didattiche (la norma prevede che per uscire il rapporto numerico sia di un docente ogni 15 alunni), niente più gruppi di lavoro per il recupero, per l’alfabetizzazione degli alunni non italofoni, niente più laboratori…la scuola primaria che aveva la caratteristica di poter camminare a più velocità per sostenere anche il passo di camminava più lento, viaggerà ad una sola velocità: chi ce la fa bene, chi non ce la fa…..
Con l’introduzione dell’insegnante prevalente c’è il rischio reale, soprattutto nelle scuole organizzate a modulo, di una perdita della continuità didattica, ma non solo. Insegnanti che per anni si sono formati, specializzati, che hanno imparato con i ragazzi stessi ad insegnare una certa disciplina dovranno farsi carico di tutte le discipline più importanti. Con quale cura, pur mettendocela tutta, riusciranno a lavorare su ognuna di esse? Come potranno mettere in atto strategie didattiche diversificate in ognuna?
E’ previsto un aumento di alunni per classe, fino a 25 – 26, nei prossimi anni anche di più (l’aumento è dello 0,4 % nei prossimi tre anni), tutti sempre e solo nell’aula di scuola, (ma non esisteva forse “una scuola grande come il mondo”?), con una didattica poco differenziabile, con un insegnante prevalente e senza compresenze!! Com’è bello e fruttuoso imparare così: un solo maestro – 26/28 alunni!! E chi è più lento, semplicemente più riservato, più chiuso…..che fa? Qualcuno sentirà la sua voce?
Come in tutti gli ordini di scuola la legge finanziaria agisce sull’inserimento degli alunni diversamente abili indirettamente, ma con violenza, complicando di molto la possibilità di offrire il sostegno scolastico ad alunni che non hanno un riconoscimento d’invalidità.
La scuola primaria e la scuola pubblica tutta custodiscono il tesoro più prezioso per il nostro paese: i nostri bambini e ragazzi, i futuri cittadini sovrani secondo la nostra Costituzione. La scuola è il luogo dove si coltiva la democrazia e tutti meritiamo una scuola di qualità!
Chiara Meriggi
Provincia di Firenze: quasi 500 i lavoratori precari della scuola colpiti dal duo Tremonti-Gelmini
Meno 155 docenti di scuola Primaria; meno 120 docenti di scuola Secondaria di Primo grado; meno 200 fra tutti i profili ATA. Totale: quasi 500 i lavoratori precari in Provincia di Firenze che rischiano di rimanere a casa il prossimo anno scolastico 2009/2010. Il calcolo (svolto sulla base del numero delle classi attualmente funzionanti) è presto fatto. Nella Primaria circa 80 sono quelli/e che perderanno il posto a causa dell’abolizione del modulo nelle future classi prime; altri/e 36 derivano dalla fine del tempo pieno e quindi delle compresenze; un altro gruppo di 39 è quello degli insegnanti che attualmente sono impegnati sull’inglese e che rischiano il posto qualora ci siano colleghi e colleghe di ruolo in possesso delle loro medesime competenze. Nella Secondaria di Primo grado i tagli derivano dalla riduzione dell’orario settimanale a 30 ore, dalla diminuzione delle ore di Lettere, Tecnologia, dalla scomparsa di Informatica e dalla riduzione generalizzata delle cattedre a 18 ore. Senza contare il numero (ancora imprecisato) degli insegnanti di seconda lingua comunitaria che non lavoreranno a causa del potenziamento di Inglese (alla faccia del multilinguismo raccomandato dalla Unione Europea). Gli assistenti amministrativi e i collaboratori scolastici a rischio sono, come già detto, ca. 200.
Queste le (cupe) previsioni; ne sapremo di più nelle prossime settimane, quando sarà reso noto il numero delle domande di pensionamento presentate. Nel frattempo anche a Firenze i lavoratori precari si muovono per continuare la protesta, sul web…ma non solo, come dimostra ad esempio la manifestazione di Roma dello scorso 22 febbraio a difesa della seconda lingua comunitaria. Il prossimo appuntamento è per il 18 marzo!
Queste le (cupe) previsioni; ne sapremo di più nelle prossime settimane, quando sarà reso noto il numero delle domande di pensionamento presentate. Nel frattempo anche a Firenze i lavoratori precari si muovono per continuare la protesta, sul web…ma non solo, come dimostra ad esempio la manifestazione di Roma dello scorso 22 febbraio a difesa della seconda lingua comunitaria. Il prossimo appuntamento è per il 18 marzo!
domenica 15 marzo 2009
Prima edizione Conoscenza Precaria
Ciao a tutti è uscita la prima edizione di conoscenza precaria.
Può essere scaricata a questo link
Inviateci suggerimenti e commenti
Può essere scaricata a questo link
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martedì 10 marzo 2009
18 Marzo: Sciopero della Conoscenza
ORE 9:30 PIAZZA S: MARCO
In piazza per la prima volta tutte le categorie della conoscenza: scuola, università, ricerca, formazione, accademie, conservatori.
Un appuntamento importante per contrastare le scelte del Governo sui settori della conoscenza. Mentre tutti i paesi si pongono il problema di uscire dalla crisi investendo in conoscenza il nostro continua l’opera di destrutturazione del sistema pubblico di istruzione e ricerca.
Migliaia di lavoratori precari perderanno il posto dopo anni di servizio, senza alcun paracadute sociale: le competenze e le esperienze di un’intera generazione verranno espulse dalla scuola danno della qualità delle attività istituzionali.
Il Governa inoltre attacca al cuore i diritti del lavoro: mette in discussione il diritto di sciopero e con l’accordo separato apre la strada ad una giungla contrattuale, che colpirà i lavoratori più deboli.
NON ACCETTEREMO CHE
VENGANO CANCELLATI ANNI DI LOTTE PER I DIRITTI!
In piazza per la prima volta tutte le categorie della conoscenza: scuola, università, ricerca, formazione, accademie, conservatori.
Un appuntamento importante per contrastare le scelte del Governo sui settori della conoscenza. Mentre tutti i paesi si pongono il problema di uscire dalla crisi investendo in conoscenza il nostro continua l’opera di destrutturazione del sistema pubblico di istruzione e ricerca.
Migliaia di lavoratori precari perderanno il posto dopo anni di servizio, senza alcun paracadute sociale: le competenze e le esperienze di un’intera generazione verranno espulse dalla scuola danno della qualità delle attività istituzionali.
Il Governa inoltre attacca al cuore i diritti del lavoro: mette in discussione il diritto di sciopero e con l’accordo separato apre la strada ad una giungla contrattuale, che colpirà i lavoratori più deboli.
NON ACCETTEREMO CHE
VENGANO CANCELLATI ANNI DI LOTTE PER I DIRITTI!
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