Ama ripetere che è il coronamento di una vita…la sua! Lei è Valentina Aprea, militante di Forza Italia della prima ora, già sottosegretario della Moratti, attualmente Presidente della VII Commissione della Camera, la Commissione Cultura. Da mesi ha presentato un disegno di legge – conosciuto appunto come Disegno di Legge Aprea – che reca il titolo “Norme per l’autogoverno delle istituzioni scolastiche e la libertà di scelta educativa delle famiglie, nonché per la riforma dello stato giuridico dei docenti”. E’ questo il vero progetto di (contro)riforma organica del governo Berlusconi, al cui cospetto i tagli o il maestro unico sono solo dei piccoli “aggiustamenti”! L’idea che l’on. Aprea ha del sistema d’istruzione e formazione è ben altro.
Le scuole diventano fondazioni di diritto privato, con la possibilità di cercare sponsor e finanziamenti esterni; a dirigerle c’è un Consiglio d’amministrazione, presieduto dal Dirigente e costituito, oltre che dai docenti e dai genitori, anche dai generosi finanziatori, mentre non è considerata importante la partecipazione degli ATA, che infatti non vi sono rappresentati. Tra i compiti di tale organo c’è anche l’approvazione del POF!
Capitolo docenti: avete presente tutta una serie di prerogative della scuola dell’autonomia, come ad esempio la formazione in servizio, l’inquadramento e la retribuzione accessoria, le progressioni di carriera…ebbene: nella scuola sognata dal centro-destra non devono più essere regolate dal contratto, bensì dalla legge, con buona pace della libertà d’insegnamento e della particolare fisionomia professionale dei docenti. Ovviamente in questo quadro non c’è posto per le RSU. Chi dovrebbe allora occuparsi di formazione delle classi, ripartizione del fondo d’Istituto, criteri di assegnazione del personale, diritti dei docenti ecc ecc.? Solo il Dirigente…
Ancora sui docenti. Finalmente siamo ad un passo dalla soluzione di tutti i mali: la possibilità per il Dirigente di assumere e licenziare a suo piacimento!
Questo sembra il significato intrinseco del progetto dell’on. Aprea: dopo il superamento dell’esame di Stato il docente appena abilitato si deve iscrivere in un albo regionale e anche se la proposta di legge non lo dice apertamente…a cosa può servire tutto ciò se non a permettere ai Dirigenti di assumere per “chiamata diretta”? In alternativa possono essere banditi dei…concorsi d’istituto! (testuali parole!)
Ma non si pensi che così si venga assunti subito: il primo anno di lavoro, infatti, non è né l’anno di prova (in cui di fatto si è già di ruolo), né un anno di tirocinio; è un anno di “inserimento formativo”, che, ovviamente, è come un contratto a tempo determinato.
Tante altre sono le questioni aperte da questo disegno di legge (ad esempio il finanziamento alle scuole non statali, oppure l’istituzione di tre fasce di docenti con tre differenti retribuzioni) e di certo ne riparleremo più diffusamente nei prossimi numeri, quando vi aggiorneremo sul suo iter parlamentare. Ma prima un’ultima domanda: e i 250.000 precari che a tutt’oggi non sanno quale sarà il loro futuro? Dice qualcosa a questo proposito l’on. Aprea? Risposta non pervenuta…
Emanuele Rossi
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento